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Corso di Cucina e Bon Ton 2002

Valmi Volpato


Contents

1 Serata del 16 Settembre - Incontro con dietista Dr. Ester Susin

Il gruppo dei corsisti si trova per la prima volta presso i locali della Casa dell'Alpino di Caerano. Luciana Velo presenta il relatore della sera, la sig.ra Susin Ester, dietista, che farà una carrellata su diversi aspetti dell'alimentazione. La relatrice fa una premessa generale citando frase di Virginia Wolf: "Non si può pensare bene, amare bene, se non si mangia bene". Poi inizia trattando dell'aspetto generale della salute, all'interno del quale trova posto il tema dell'alimentazione. Per Ester la SALUTE non va intesa solo come mancanza di malattie, ma come condizione idonea per esprimere al meglio le proprie potenzialità. Essa è l'obiettivo fondamentale anche di chi si interessa di diete. Uno dei problemi principali del giorno d'oggi di fronte all'offerta del mercato è sapere come rifiutare il superfluo. Ciò vale anche per l'alimentazione. La soluzione potrebbe essere quella di spostare l'attenzione dalla quantità alla qualità del cibo (ritrovandone il sapore, riscoprendo la tradizione culinaria, variando molto i cibi - anche per evitare accumulo di tossine -, comprendendo e vincendo pregiudizi quali quelli dei cracker più leggeri del pane -, imparando a gestire meglio le emozioni come quando si dice: "sono triste e mangio" oppure: "sono contento e mangio" -, facendo scelte di mercato consapevoli per indirizzare la produzione industriale).

Tra i fattori da tener presenti primeggia quello della prevenzione delle malattie cerebro - vascolari, dei tumori e degli incidenti sul lavoro. Ester ricorda che maggior numero d'incidenti sul lavoro sono prima o dopo i pasti: prima quando mancano zuccheri (magari per colazione insufficiente), dopo per sovraccarico dello stomaco (si è mangiato troppo). Ricorda ancora che per prevenire l'obesità è indicata la dieta mediterranea (a base d'olio d'oliva, verdura, frutta, salsa di pomodoro..) e che contro i tumori sono consigliate le verdure ed in particolare olio extravergine d'oliva e salsa di pomodoro. Quale ruolo ha la DIETA in questo contesto? Per Ester Susin, "dieta" è sì quel che trovo nel piatto, ma anche attività fisica, il modo di far la spesa, il tempo dedicato a, in sintesi, uno stile di vita più soddisfacente nel quale è compreso il piacere della buona tavola. In questi ultimi cinquant'anni è triplicato il consumo di carni e grassi, è diminuito l'impegno muscolare ed è accresciuta la quantità di cibo ingerita. Vanno quindi precisate quali siano le linee guida per una sana alimentazione: Alimentazione base di tipo mediterraneo: pasta, pane, polenta, fagioli, piselli, radicchio ed ortaggi vari, frutta. Un posto d'onore al pesce. Utilizzo dell'olio quale grasso e di una minima quota di carne, possibilmente in modo saltuario. Fare uso limitato del sale (può essere sostituito in parte da peperoncino) Bevande alcoliche, se sì, con moderazione Zucchero e dolci in modo limitato, meglio ricorrere ad alternative, vedi ricotta e carote Cuocere con pochissimi grassi (friggere con olio d'arachide e fare attenzione ad altri oli vegetali) Variare i cibi (nessun alimento è indispensabile, nessun alimento è completo, mancanza ed eccessi producono riflessi negativi sulla salute) Necessario controllare il peso e svolgere attività fisica

Altri aspetti che vengono accennati dalla dietista sono i seguenti: La sicurezza degli alimenti: Bisogna osservare da dove viene il prodotto, com'è stato trattato, conservato; chi lo controlla, quanto ci nutre, come va conservato, come il consumatore viene informato La spesa intelligente: Fare la spesa preferibilmente dopo colazione o dopo merenda, senza bambini al seguito, decidendo prima di entrare nel negozio ciò che si deve acquistare Occhio all'etichetta: Fare attenzione alla denominazione di vendita del prodotto, al nome e indirizzo del produttore, alla quantità netta del prodotto, all'elenco degli ingredienti (dal maggiore al minore), all'elenco degli additivi, alla scadenza del prodotto, alle istruzioni per l'uso, alle modalità di conservazione, alla sede dello stabilimento, al luogo d'origine del prodotto. Occhio alla carne bovina: prestare attenzione a dove è nato e a dove è stato allevato l'animale, a dove è stato macellata la carne, a dove è stata lavorata, al codice di tracciabilità.

2 Serata del 26 o 27 Settembre - Ristorante "Caprice"

Introducendo la serata, Pippo invita i "corsisti" ad entrare nella cucina del suo locale ed a comportarsi come se ognuno dovesse preparare una cena a casa propria. Prima di iniziare, svolge alcune considerazioni sulla necessità di alimentarsi in maniera razionale e di prevenire eventuali patologie:

Poi Pippo presenta il tema della serata: il pesce! Dichiara di voler far vedere e far provare come si fa sia a preparare sia a cuocere il pesce.

2.1 Salmone al forno

Il "cuoco" prende un bel salmone di oltre tre chili e, sotto gli occhi di tutti, spiega ogni fase della preparazione del pesce (controllo, pulizia, aromi..) fino alla cottura al forno. Fasi di lavorazione suggerite (in breve):

  1. Controllare che il salmone sia fresco (l'occhio deve essere vivo, pieno il pesce non deve aver tracce di sangue)

  2. Togliere branchie, tagliare le varie pinne, pulire bene l'interno del ventre

  3. Lavare ed asciugare rapidamente

  4. Riporre il salmone su carta da forno in una pirofila o teglia

  5. Condirlo tutt'intorno con sale e rosmarino, all'interno del ventre con sale, rosmarino, scorza di limone e aglio

  6. Ungerlo dentro e fuori con olio

  7. Infornare a 180^ per mezz'ora e oltre (bisogna controllare a vista la cottura)

2.2 Calamari alla griglia

Avendo a disposizione calamari freschi, Pippo suggerisce di prepararli alla griglia se fossero stati congelati avrebbe preferito farli fritti o col ripieno. Mostra quindi come si puliscono (cenni utili a ricordare quanto si è visto fare):

  1. Dividere con le mani ogni calamaro in due parti

  2. Prendere la parte principale e togliere sacca interna e spina

  3. Prendere l'altra parte e togliere bocca, poi staccare ed eliminare gli occhi premendo alla base con le dita e ruotando

  4. Lavare e scolare i calamari

  5. Metterli a macerare con sale, olio, prezzemolo, aromi, peperoncino (se piace), aglio, buccia di limone

Dopo un certo tempo, Pippo riprende i calamari, li dispone su una piastra bella calda e li fa indorare da ogni parte, girandoli più volte.

2.3 Sardine gratinate

Pippo invita a considerare i vantaggi del pesce azzurro, che costa meno di altri e contiene elementi utili contro il colesterolo. Prende quindi delle sardine fresche, consistenti e le prepara:

  1. Toglie testa

  2. Apre l'addome e toglie la sacca interna

  3. Preme con pollice lungo la lisca

  4. Toglie la lisca

  5. Impana le sardine bene aperte in pangrattato (fatto in casa con pane secco) con olio, prezzemolo..

  6. Dispone su carta da forno in pirofila

  7. Inforna per cinque minuti a 180^

2.4 Orata al cartoccio

Pippo propone l'orata al cartoccio, ma avverte che si può cucinarla benissimo al forno o alla griglia e che lo stesso discorso vale per un branzino. Prende quindi delle orate e mostra come si puliscono e si preparano:

  1. Si tagliano le pinne e si tolgono eventuali scaglie

  2. Si taglia la pancia e si tolgono branchie

  3. Si toglie tutto l'interno della pancia, prestando attenzione ad incidere e togliere la cartilagine con sangue che si trova a ridosso della lisca

  4. Si lava il pesce il meglio possibile e si asciuga

  5. Si sala e si mette del rosmarino tutt'intorno e all'interno

  6. Si pone all'interno prezzemolo, aglio, bucce di limone, poco peperoncino, un filo d'olio

  7. Si dispone il pesce in carta da forno (migliore della stagnola) e si chiude l'involucro si inforna a 180^ per 20 minuti

2.5 Orata all'acqua pazza

A questo punto il nostro "cuoco" non vuol far mancare la prova di cottura in pentola, a questo scopo suggerisce la cottura di orate (o altro pesce a spina) all'acqua pazza:

  1. Prende una pentola e la mette sul fuoco, versa dell'olio, mette dell'aglio, fa scaldare e imbiondire l'aglio

  2. Toglie l'aglio e lascia raffreddare

  3. Aggiunge due dita d'acqua, prezzemolo tritato, pomodoro a dadini, limone a spicchi

  4. Pone di nuovo la pentola sul fuoco

  5. Quando bolle, mette il pesce dopo averlo lavato, asciugato, salato un pò (attenzione che il liquido non copra il pesce, se no viene lesso)

  6. Fa bollire per 10-15 minuti

  7. Gira il pesce e lascia ancora alcuni minuti a fuoco vivo, fino a fine cottura

Durante la serata Pippo suggerisce anche dei contorni da servire con il pesce e prepara sotto gli occhi di tutti funghi e pomodori gratinati, zucchine al forno e alla piastra.

2.6 Funghi gratinati

METODO DI PREPARAZIONE

  1. Prendere dei champignon e separa i gambi dai cappelli

  2. Tagliuzzare i gambi e riempie i cappelli con miscuglio di pangrattato (fatto in casa con pane secco), prezzemolo, grana, sale e un uovo intero.

  3. Metterli in teglia e infornare a 180^ per 10 minuti circa

2.7 Pomodori gratinati

METODO DI PREPARAZIONE

  1. Tagliarli a metà, svuotarli e farli scolare

  2. Disporli in pirofila o teglia con carta da forno

  3. Riempire interno del pomodoro con miscuglio (pangrattato, prezzemolo, aglio, basilico e polpa dei pomodori svuotati) Infornare a 180^ per 20 minuti

2.8 Zucchine al forno

METODO DI PREPARAZIONE

  1. Tagliare le zucchine in fettine sottili dello stesso spessore

  2. Impanarle in miscuglio d'aglio, prezzemolo, sale, olio, pangrattato, menta

  3. Metterle in teglia e infornare a 180^ per 10 minuti circa

2.9 Radicchio trevigiano al forno

METODO DI PREPARAZIONE

  1. Prendere e lavare il radicchio

  2. Tagliare ogni pianta in quattro parti (o in due se il radicchio è piccolo)

  3. Condire i pezzi con sale e olio

  4. Metterli in teglia e infornare a 150^ per 10 minuti o meno

2.10 Zucchine alla piastra

METODO DI PREPARAZIONE

  1. Tagliare le zucchine in fettine sottili dello stesso spessore

  2. Preparare la piastra molto calda e pulita (con aceto, sale acqua per scrostare)

  3. Dorare bene dai due lati ogni fettina

  4. Condire le fettine dorate ancora calde con olio aglio prezzemolo

A lato della dimostrazione vera e propria, Pippo offre ai presenti alcuni suoi segreti per preparare i peperoni, le patate al forno e le patate fritte. Per i peperoni suggerisce di metterli asciutti al forno a 180^ per 15 minuti, poi di toglierli e metterli in sacchetti per il pane per 20 minuti, quindi di togliere loro la pelle. Infine di condirli a dovere e servirli o metterli via. Per quando riguarda le patate fritte suggerisce di friggerle due volte con olio di un seme solo: la prima volta due minuti, poi lasciarle raffreddare e di nuovo friggerle per altri 2-3 minuti. Le patate al forno si preparano così: una volta sbucciate ed eventualmente tagliate a pezzi, si bagnano d'olio e si fanno rosolare al forno a 180^ per 10 minuti, poi si lasciano raffreddare. Si girano dall'altra parte e 20 minuti prima di andare a tavola di nuovo in forno a 180^ per 20 minuti.

3 Serata del 7 Ottobre - Ristorante "Da Jodo"

A fare gli onori di casa, ops! di ristorante, c'è il cuoco Marco Bonotto il quale spiega che la tipicità del suo locale è la cucina "espressa", cioè realizzata al momento, e chiede di dividere i corsisti in due gruppi, in modo che mentre un gruppo segue le sue prove nella piccola cucina, l'altro segua una conferenzina di Ivo Capuzzo sulla preparazione e sul servizio a tavola. E viceversa nella seconda parte della serata. Programma di cucina dell'incontro è la presentazione di due antipasti, due secondi e due fondi di cottura. Qui di seguito sono indicate le principali fasi di lavorazione di ogni singolo piatto.

3.1 1^ antipasto: Millefoglie di grana e pecorino

FASE 1: PREPARAZIONE DEI CARCIOFI

  1. In una pentola mettere un fondo di cipolla, olio, aglio, brodo (o dado vegetale), carciofi (o fondi di carciofo), vino bianco tanto da coprire i carciofi

  2. Coprire la pentola e far bollire per 20 minuti

FASE 2: PREPARAZIONE DEI PORCINI TRIFOLATI

  1. Prendere dei porcini e ridurli in fettine

  2. Trifolarli nel modo classico

FASE 3: PREPARAZIONE DELLE CRESPELLE

  1. Formare miscuglio con 3 cucchiai di grana, 3 di pecorino grattugiato e uno di farina di polenta

  2. Prendere padella antiaderente e ungerla di lardo (o altro)

  3. Poggiare in padella stampino circolare (coppa - pasta)

  4. Versare nello stampino una spolverata del miscuglio (grana, pecorino, farina)

  5. Cuocere senza bruciarle le "crespelle", girandole (con spatola e mani) non appena si può sollevarne il bordo

  6. Realizzare tante crespelle quante ne servono per i commensali (da due a quattro per porzione)

FASE 4: PREPARAZIONE DELLE MILLEFOGLIE

  1. Ridurre in pezzetti i carciofi cotti prima

  2. Mettere in pentola: filo d'olio, poco aglio, carciofi, due cucchiai di porcini trifolati

  3. Cuocere alcuni minuti con una punta di "fondo di coniglio" (o vitello per fondo vedi oltre)

  4. Disporre le crespelle e il composto di carciofi e porcini su tre strati

  5. Coprire ogni porzione di "millefoglie" con due tre fette di prosciutto crudo o speck

  6. Servire il piatto con prezzemolo crudo tagliato fine (piatto servito caldo)

3.2 2^ antipasto: Radicchio marinato con aceto balsamico

FASE 1: PREPARAZIONE DEL RADICCHIO

  1. Prendere del radicchio trevigiano precoce o meglio invernale

  2. Tagliare ogni radicchio in due o quattro (se grande) parti nel senso della lunghezza

  3. Gettare i pezzi di radicchio in acqua acidulata (rapporto di 1 bicchiere e mezzo d'aceto in 2 litri d'acqua) bollente per 4-5 minuti

  4. Scolare i pezzi ancora al dente e farli raffreddare

  5. Preparare marinata: alloro, chiodi di garofano, pepe verde in grani, due spicchi d'aglio, 2 o 3 cucchiai d'aceto balsamico, olio

  6. Affogare i pezzi di radicchio nella marinata

  7. Aggiungere olio fino a coprire tutto

  8. Aspettare almeno due giorni e la marinata è pronta

FASE 2: PREPARAZIONE DELL'INVOLTINO DI TACCHINO

  1. Prendere delle fettine di tacchino

  2. Disporle bene aperte e mettere ripieno (ripieno = miscuglio di porcini trifolati e di ricotta fresca in proporzioni uguali + grana)

  3. Chiudere le fettine fino a farne involtini e sigillarle con pellicola trasparente

  4. Lessare gli involtini almeno per 5-6 minuti

  5. Farli raffreddare e riposare almeno un giorno (affinché prendano consistenza)

FASE 3: PREPARAZIONE DEL PIATTO FINALE

  1. Disporre al centro del piatto delle fettine di tacchino

  2. Disporre intorno al tacchino il radicchio marinato (piatto servito freddo)

3.3 1^ secondo piatto: involtini di struzzo alla siciliana

METODO DI PREPARAZIONE

  1. Prendere delle fettine di filetto di struzzo

  2. Batterle leggermente, salarle

  3. Coprirle con medaglie di melanzane grigliate e pomodori secchi tagliati a pezzettini

  4. Grattugiare sopra della ricotta affumicata

  5. Aggiungere qualche fogliolina di basilico

  6. Arrotolare il tutto per fare degli involtini e fermarli con uno stuzzicadenti

  7. Infarinare gli involtini e posarli in padella a rosolare circa 10 minuti con pezzettini di melanzane, olio, pomodori secchi a pezzettini

  8. Si spruzzano con del vino bianco

  9. Si tolgono dal fuoco e si mettono in pirofila al forno 7-8 minuti a 200^

  10. Si tolgono gli involtini dal forno e si servono sul piatto, guarniti con del fondo rimasto nella pentola usata per rosolarli

3.4 2^ secondo piatto: filetto di maiale ripienotypeset@protect @@footnote SF@gobble@opt Da preparare il mattino per la sera

METODO DI PREPARAZIONE

  1. Prendere del filetto di maiale

  2. Tagliarlo a metà in modo da aprirlo

  3. Salare e stendere ripieno (ripieno = miscuglio di porcini trifolati e di ricotta fresca in proporzioni uguali + grana)

  4. Arrotolare il maiale e legarlo con spago

  5. Rosolarlo in pentola con olio circa 5 minuti

  6. Farlo raffreddare, anche in frigo

  7. Togliere gli spaghi

  8. Ungere il maiale con lardo o pancetta e metterlo in forno 20 minuti a 200^

  9. Sfornare e servire a fettine guarnite con fondo di cottura della pentola usata per la rosolatura

3.5 1^ Fondo di cottura di coniglio (o vitello o pollo)

Marco spiega che il fondo di coniglio è un cibo delicato, che si può aggiungere in tutti i piatti per insaporirli. Ecco le fasi di preparazione e cottura:

  1. Sminuzzare il sedano, le carote e le cipolle

  2. Mettere le verdure in padella capiente con olio e rosolare

  3. Preparare le ossa di coniglio: ridurle in pezzi, infarinarle e farle saltare in una padella, poi passarle al forno a tostare per 20 minuti a 220^

  4. Unire le ossa preparate al fondo di verdure rosolate in precedenza

  5. Rosolare il tutto qualche minuto

  6. Bagnare di vino bianco (rosso per l'eventuale vitello)

  7. Aggiungere acqua calda e foglia d'alloro

  8. Far bollire e asciugare il tutto per quattro ore circa

  9. Filtrare il fondo ottenuto per eliminare le ossa

3.6 2^ Fondo di cottura di scampi

METODO DI PREPARAZIONE

  1. Sminuzzare il sedano, le carote e le cipolle

  2. Mettere le verdure in una padella capiente con olio e rosolare

  3. Aggiungere un pizzico d'aglio tritato, un peperoncino aperto

  4. Mettere insieme gli scarti degli scampi e mescolare

  5. Versare una piccola spruzzata di brandy

  6. Aggiungere due cucchiai di farina 00 e mescolare

  7. Aggiungere acqua calda e mezzo cucchiaio di concentrato di pomodoro

  8. Mescolare e cuocere per un'ora e mezza per asciugare il tutto

  9. Filtrare il fondo per eliminare gli scarti degli scampi

4 Le nostre 50 regole d'oro - "Bon ton" Sig. Ivo Capuzzotypeset@protect @@footnote SF@gobble@opt Serata del 14 Ottobre - Magazzino della Macelleria Sig. Marconato Antonio - Serata del 21 Ottobre - Casa degli Alpini

  1. Masticare silenziosamente, non parlare con il boccone in bocca, si corre il rischio, in questo secondo caso, di spruzzare cibo sul viso o sulla giacca del commensale con il quale si sta parlando.

  2. Evitare i "gorgoglii" quando si beve o si succhia una minestra.

  3. Non riempire la bocca a dismisura.

  4. II cibo va portato alla bocca e non la bocca al cibo. Non curvarsi sul piatto, ma tenere una posizione eretta.

  5. Non infilare il tovagliolo nel colletto della camicia o della giacca: roba da osteria. Posarlo, invece, sulle ginocchia.

  6. Non gesticolare, soprattutto quando si hanno in mano le posate. Si corre il rischio di rompere qualcosa in tavola o centrare l'occhio del commensale.

  7. Mai appoggiare i gomiti sulla tavola. Dicono sia un privilegio riservato alle Regine. Poiché la distanza ottimale tra l'orlo del tavolo ed il corpo del convitato è di QUATTRO dita della mano, ciò dovrebbe impedire ai gomiti di poggiare dove non dovrebbero.

  8. Non riempire il cucchiaio da minestra fino all' orlo: ci si potrebbe "sbrodolare". Soprattutto se la mano non è ferma. Alcuni sostengono di non appoggiarlo alle labbra per la punta, ma per il fianco. Ma abbiamo potuto constatare che in quest'ultima maniera il rumore del risucchio è più probabile.

  9. Se dovete inclinare il piatto per raccogliere le ultime cucchiaiate di minestra fatelo alzandolo verso il centro tavola. Evitate, ciò facendo, una manovra errata che potrebbe farvi versare parte del liquido sui pantaloni. Nel senso inverso, invece, per male che vi vada insudicierete soltanto un pò di tovaglia.

  10. Il brodo in tazza va sorbito direttamente con le labbra e non con il cucchiaio. Con questo ammesso soltanto il primo assaggio per accertarsi che il liquido non sia troppo bollente.

  11. Il cucchiaio da minestra va lasciato sul piatto, con il manico rivolto verso destra ed in senso orizzontale.

  12. Il cibo non deve mai essere sparpagliato disordinatamente nel piatto; ma raccolto al centro di esso.

  13. Il cibo va tagliato a mano a mano che lo si porta in bocca. Ciò per evitare un suo più rapido raffreddamento.

  14. Non si devono infilare due bocconi nella stessa forchetta. Segno di famelica incontinenza.

  15. Quando si ha finito di mangiare coltello e forchetta si dispongono, in parallelo (ore 6,30), al centro del piatto, in senso perpendicolare a voi. Quando, ai lati del piatto, trovate più posate, usatele partendo sempre da quelle esterne.

  16. I frutti di mare si prendono con le dita afferrando la conchiglia ad una estremità. Solo per le ostriche è ammessa l'apposita posata. Diciamo che l'accorto ristoratore avrà avuto cura di porre in tavola le ciotole di acqua con dentro una fetta di limone. Ciò per permettere al commensale di sgrassarsi le dita senza insudiciare di unto il tovagliolo. Che , poi, è brutto a vedersi.

  17. Il pesce non si taglia con il coltello: ma si usano le speciali posate. Per prima cosa si toglie la testa, poi la coda. Ed infine si pratica un taglio nel ventre onde poter sollevare delicatamente i due filetti risultanti. In assenza delle posate da pesce si usano solo forchetta e cucchiaio. Oppure, al posto del cucchiaio, un pezzettò di pane. Il pesce ha una polpa tenerissima che mal sopporta, una volta cotto, il contatto con il metallo. Meglio, pertanto, il pane.

  18. Il pane si spezza con le mani. Mai tagliarlo con il coltello. Ne fare il mucchietto di briciole intorno al piatto. Queste si raccolgono con l'aiuto del tovagliolo e si depositano sul piatto. Il pane tagliato a fette con il coltello è ammesso solo per le pezzature grandi (casareccio, ciabatta, ecc...), e va affettato prima di portarlo in tavola sull'apposito cestino.

  19. L'insalata, che è tenerissima, non si taglia con il coltello. Se la foglia è troppo larga la si divide con il dorso della forchetta, aiutandosi con un pezzetto di pane.

  20. Il formaggio, se "molle", non si porta alla bocca con la forchetta ma lo si adagia, con il coltello, su un pezzo di pane. I pezzetti di grana ("duro") vanno invece presi con le dita.

  21. Mele e pere si tagliano a quarti. Poi si liberano dal torsolo e dalla buccia. Questa seconda operazione si compie tenendo ferma la porzione con la forchetta. Infine si taglia a pezzetti.

  22. I chicchi d'uva si staccano dal grappolo uno alla volta. E si portano alla bocca raccogliendo nel cavo della mano, socchiusa a pugno, gli eventuali vinaccioli, che si rimetteranno, con discrezione, nel piatto.

  23. Per pulire un' arancia si tolgono prima le calottine inferiore e superiore. Poi si incide la buccia a sezioni verticali, che di volta in volta si asportano. Quindi si divide tutto a spicchi, che si portano alla bocca con le mani. Mai con la forchetta; che, incidendo la sottilissima pellicola che avvolge la polpa, può far sprizzare indesiderato succo sul viso. Gli eventuali semi si raccolgono come più sopra consigliato per i chicchi d'uva.

  24. Il mandarino si pela e si mangia con le mani.

  25. Non pulire il sugo nel piatto, o altro, con il pane infilato nella forchetta. Se proprio lo vuoi fare usa soltanto mani e pane. Però noi diciamo che tali operazioni è meglio evitarle. Sanno di osteria.

  26. Prima di bere è buona norma pulirsi la bocca con il tovagliolo per evitare di lasciare visibili tracce d'unto sull'orlo del bicchiere.

  27. Il liquido nel bicchiere (vino od acqua che sia) va sorseggiato. Non trangugiato con un solo fiato. Il bicchiere va riempito soltanto per un terzo. Ciò per consentire una leggera e breve agitazione circolare del contenitore onde far muovere il vino e liberarne i profumi, cosa che non è possibile con il bicchiere "a raso". Il bicchiere da acqua (che, di solito, è l'ultimo a sinistra) va riempito a metà.

  28. Non intingere il pane o il biscottino nel vino o nel liquore. Meglio portarli alla bocca a pezzetti e berci sopra il sorsetto voluto.

  29. Le lumache vanno prese ad una ad una con l'apposita pinza. Si estrae l'animaletto con la forchettina a due rebbi. O, in mancanza di quest'ultima, con uno stuzzicadenti. In mancanza di pinza restano le dita e la ciotola con acqua e fetta di limone.

  30. Le ostriche: con la mano sinistra si tiene ferma la conchiglia e con la forchetta, nell'altra mano, si recupera il mollusco.

  31. Qualunque cosa debba tornare dalla bocca al piatto vi verrà riportato con lo stesso mezzo con cui stato introdotto nel cavo orale. Se con le mani, si riporta con le stesse. Se con la forchetta va riportato con tale posata.

  32. Le salse dure e le creme vanno disposte accanto al cibo. Non sopra. Le salse liquide ed i sughi si versano invece direttamente sul cibo.

  33. Gli asparagi, generalmente, si portano alla bocca con le dita. Nonchè ciotola con acqua e limone. Nei pranzi raffinati si possono usare le speciali posate. Ma non sono indispensabili.

  34. Tutti i tipi di pasta lunga non vanno tagliati. Ma arrotolati nella forchetta. Senza l'aiuto del cucchiaio. Si può usare un pezzetto di pane.

  35. Il caviale si serve e si mangia con crostini di pane tostato e burro. Crostini che si prendono con le mani.

  36. Le uova non vanno mai tagliate con il coltello. Nemmeno quelle sode. Usare la forchetta, meno traumatica. Quelle alla "cocque" si mangiano intingendo nel tuorlo un pezzetto di pane od un grissino e raccogliendo, poi, con un cucchiaio, l'albume intorno al guscio. L'uovo al piatto va presentato nello stesso recipiente di cottura e va mangiato immergendovi piccoli pezzetti di pane, senza troppo spappolare il tuorlo.

  37. I pompelmi si servono tagliati a metà, incisi tra fetta e fetta, zuccherati e disposti in coppe.

  38. A tavola non si fuma per non disturbare nessuno; in particolar modo chi non tollera la nicotina e per non saturare la sala conviviale di fumo: perchè in questa condizione non si potrebbero individuare i profumi e gli odori sia dei vini che delle vivande. E, pertanto, non si può fare enogastronomia.

  39. Evitare di far rumore nell'usare la posateria. Se tutti lo facessero si avrebbe un bel concerto di...ticchettii.

  40. Non si devono usare gli stuzzicadenti. E' un'operazione molto volgare, che va fatta in privato. Ne ficcatevi le dita in bocca facendo finta di niente.

  41. Non parlate ad alta voce.

  42. A tavola non isolatevi. Ma cercate di colloquiare discretamente con i vostri commensali di fronte e di fianco. Soprattutto se Signore.

  43. Non toglietevi la giacca se con questa vi siete seduti a tavola.

  44. Se qualcuno prende la parola per un breve discorso di circostanza siate così cortesi di ascoltare in silenzio.

  45. Mangiare e bere assaporando ogni boccone ed ogni sorso di vino. E cercare di essere gastronomicamente curiosi: tentando di individuare i vari ingredienti, il cromatismo che li contraddistingue, la densità e cottura delle vivande, i loro variati profumi e gusti.

  46. A tavola non si è "superuomini". Ma un commensale come tutti gli altri. Il pontificare a tavola spesso indice di presunzione.

  47. Il locale deve essere un ambiente pulito, anche nei servizi, poco rumoroso, rilassante, senza odori di cucina.

  48. Il servizio deve essere veloce, ma non incombente (il tempo di servizio non deve andar oltre i 20 minuti circa tra una portata e l'altra).

  49. Cercare di mantenere un comportamento cortese e corretto. Anche verso il personale di servizio. Si è pur sempre in casa d'altri e con persone di svariata cultura.

  50. Qualora vi sia musica, questa, durante il servizio, deve essere molto contenuta; nel numero dei brani e nel volume. Ciò per dar agio e spazio al colloquio, che nel convivio ha parte essenziale. Non abusare del microfono, i messaggi e le eventuali illustrazioni circa portate od altro siano concisi. Stare a convivio è una festa, una gioia e tanta civiltà. Sarebbe inopportuno trasformarlo in osteria.

5 Serata del 6 Novembre - Locale ``da Ciccio'' gestito da Pino

Verso le ore 20 il gruppo ``Scuola di cucina'' si ritrova al ristorante ``da Ciccio'' e subito viene accolto da Pino che sta armeggiando presso il suo barbecue con uno spiedo verticale che attira l'attenzione di tutti. Pino, gentile, mostra la carne che sta cuocendo sullo spiedo (costicine, lingua..) ed esalta la bontà della carne cotta lentamente in modo verticale. Poco dopo fa accomodare tutti nella sala da pranzo e presenta suo fratello Maurizio che darà le spiegazioni pratiche nella sua cucina: presenterà due piatti, un primo (crespelle con radicchio) e un secondo (tagliata di pollo con radicchio). Le dimostrazioni vengono proposte in due turni per esigenze di spazio.

5.1 Crespelle con radicchio

PREPARAZIONE DELLE CRESPELLE

Ingredienti:
1 litro di latte, 400 gr. di farina, 8 uova (per 60-70 crespelle)

  1. Sbattere le uova e aggiustare di sale

  2. Aggiungere la farina e amalgamare

  3. Versare il latte (all'inizio un po' alla volta) e rimescolare

  4. Lasciare riposare per 3 - 4 ore

  5. Prendere pentola antiaderente, ungerla con olio o margarina

  6. Scaldare bene e versare piccole quantità di amalgama (rimescolato) per coprire appena il fondo

  7. Tenere qualche secondo sul fuoco

  8. Girare con un cucchiaio o con una spatola la crespella

  9. Un istante ancora e toglierla via dalla pentola

  10. Ripetere operazione per ogni crespella

PREPARAZIONE BESCIAMELLA

Ingredienti:
1 litro di latte, 100 gr. di farina, 100 gr. di burro

  1. Sciogliere al fuoco il burro

  2. Aggiungere farina, rimescolando

  3. Aggiungere latte freddo sempre mescolando

  4. Mettere un pizzico di sale, noce moscata (se piace)

  5. Portare ad ebollizione mescolando sempre finché si addensa

PREPARAZIONE DEL RADICCHIOtypeset@protect @@footnote SF@gobble@opt Nota bene: il radicchio può essere abbinato benissimo, invece che coi gamberetti, anche con gorgonzola o speck o zucca

  1. Prendere del radicchio tagliato a pezzettini

  2. Cucinarlo con olio e una noce di burro 5 minuti circa

  3. Salare quanto basta

PREPARAZIONE FINALE

  1. Prendere dei gamberetti in salamoia

  2. Lavarli e strizzarli

  3. Mescolarli con besciamella e un pizzico di formaggio grana grattugiato

  4. Mettere impasto al centro di ogni crespella e piegare per formare dei fagottini

  5. Mettere fagottini in pirofila, coprire con un pò di besciamella e grana grattugiato

  6. Infornare a 200^ per gratinare 5-10 minuti

5.2 Tagliata di pollo con radicchio

METODO DI PREPARAZIONE

  1. Prendere dei petti di polli tagliati a fettine sottili

  2. Prendere pentola antiaderente e mettere olio (e noce di burro) e poco rosmarino fresco pestato

  3. Quando pentola bella calda, mettere fettine di pollo

  4. Mescolare e rosolare bene, aggiustando di sale

  5. Aggiungere un pizzico di farina, mescolando sempre

  6. Aggiungere radicchio tagliato a pezzettini, più aceto balsamico (abbondante)

  7. Completare cottura (10 minuti in tutto)

Concluse le dimostrazioni di Maurizio, i corsisti sono tornati da Pino che li ha fatti sedere attorno ad un tavolo ed ha fatto loro assaggiare gli squisiti piatti che avevano visto preparare, con l'aggiunta di una costicina e un fettina di lingua cotta allo spiedo, che tutti avevano visto in bella mostra all'inizio entrando nel locale. Pino non ha voluto lasciare nessuno con l'acquolina in bocca !

6 Serata del 12 Novembre - Agriturismo La Violetta di Bordin Decimo.

Accoglie i corsisti nel suo locale il sig. Decimo Bordin che invita i convenuti a prendere posto nella sala da pranzo, preparata in modo bello e accogliente. Ricorda che lui ama preparare e offrire piatti tipici della cucina tradizionale locale e che per la serata intende presentare tre ricette, ed invita i presenti ad assistere in piccoli gruppetti alle operazioni di cottura nella sua cucina. Nel frattempo Ivo Capuzzo intrattiene coloro che non sono di turno in cucina con buoni consigli per un corretto bere, fornendo a ciascuno la fotocopia del testo usato per l'esposizione. Ecco i piatti presentati da Decimo.

6.1 Sopa marenda

Ingredienti:
(per quattro persone) 100 gr. di lardo, 100 gr. di cipolla, due uova intere, 1 litro di brodo di carne, 400 gr. di pane (vecchio), 50 gr. di parmigiano grattugiato
METODO DI PREPARAZIONE

  1. Tagliare il lardo e la cipolla

  2. Far imbiondire la cipolla assieme al lardo fino alla rosolatura

  3. Tagliare il pane a dadini e metterlo in una terrina possibilmente di terracotta

  4. Aggiungere due uova intere, il lardo e la cipolla rosolati e il parmigiano

  5. Versarvi il brodo bollente

  6. Mescolare velocemente con un mestolo e servire ben calda

6.2 Polenta e tocio con pollo

Ingredienti:
(per otto persone) 1 pollo, 200 gr. di sedano, 100 gr. di carote, 200 gr. di cipolle (meglio se scalogno), 200 gr. di lardo, due bicchieri di vino bianco secco, 20 gr. di concentrato di pomodoro, 100 gr. di farina, sale, pepe q.b., 2 litri di brodo vegetale. Per la polenta: 2 litri d'acqua, 200 gr, di farina di mais bianca o gialla, sale

METODO DI PREPARAZIONE

  1. Tagliare il pollo e tagliarlo in 12 pezzi

  2. Tritare sedano, cipolla, carota e metterli in una casseruola per umido

  3. Aggiungervi il lardo intero, i pezzi di pollo, salare e pepare

  4. Far rosolare tutto a fuoco lento, rimescolando continuamente per 10 minuti

  5. Incorporare la farina aiutandosi con un passino

  6. Versare il vino bianco e fare evaporare per cinque minuti

  7. Aggiungere il concentrato e del brodo

  8. Coprire con un coperchio e continuare a fuoco lento per circa un'ora - anche di più se il pollo è di casa (se necessario aggiungere altro brodo fino a ottenere un sugo abbondante e poco grasso)typeset@protect @@footnote SF@gobble@opt Nota bene: togliere il lardo rimasto!

PREPARAZIONE DELLA POLENTA

  1. Portare ad ebollizione l'acqua precedentemente salata

  2. Versare a pioggia la farina (segreto: per evitare grumi spegnere momentaneamente il fuoco prima di versare la farina)

  3. Mescolare per circa 45 minuti a fuoco lento

  4. Versare la polenta in un tagliere di legno lasciandola riposare per 10 minuti

  5. Servirla con abbondante tocio (sugo) e poco pollo

6.3 Martondee

Ingredienti:
(per quattro persone) 300 gr. di rete di maiale (risièl), 600 gr. di macinato per salsiccia, un bicchiere di vino bianco secco, sale e pepe

METODO DI PREPARAZIONE

  1. Impastare il macinato con il vino, il sale e il pepe per cinque minuti

  2. Stendere la rete di maiale (inumidita in acqua tiepida) su di un tavolo

  3. Formare con l'impasto delle polpette da posare sopra la rete ad una distanza di cm 10 l'una dall'altra

  4. Tagliare la rete attorno ad ogni polpetta in modo che possa avvolgerla completamente

  5. Cucina alla griglia o in padella a fuoco basso per circa 15 minuti

  6. Servire le martondee caldissime con polenta ai ferri

Finita la lavorazione in cucina arriva il momento degli assaggi in tavola. Il sig. Decimo coadiuvato da moglie e da una delle figlie, serve quanto ha fatto vedere, annaffiando il tutto con un buon bicchiere di vino locale e, infine, offrendo caffè e un digestivo al mirtillo. A ben rivederci !

7 Serata del 18 Novembre - Villa Guillion Mangilli (a cura di Gastronomia Brombal)

Nella bella vecchia barchessa di Villa Guillion Mangilli, i corsisti sono accolti da Brombal Orlando che invita tutti attorno ai fornelli della cucina per il programma della serata: egli presenterà tre piatti: un antipasto, un risotto e un secondo.

7.1 Tortino al radicchio (antipasto)

METODO DI PREPARAZIONE

  1. Prendere pasta sfoglia, tirarla in modo da renderla sottile

  2. Mettere la pasta in una tortiera e rifilare la pasta in più

  3. Disporre all'interno della tortiera a strati: formaggio Edammer a pezzettini, prosciutto crudo o pancetta, radicchio trevigiano saltato con scalogno

  4. Coprire con composto (3 uova sbattute con panna liquida, formaggio e sale)

  5. Infornare per 40 minuti a 180 gradi

7.2 Risotto con radicchio e zucca

METODO DI PREPARAZIONE

  1. Far appassire scalogno tagliato fine, burro (meglio di marca De Paoli) e olio extravergine (a fuoco sempre alto)

  2. Mettere zucca a cubettini

  3. Dare una spruzzatina di vino bianco e far asciugare

  4. Aggiungere radicchio tagliato (in quantità analoga a quella della zucca)

  5. Mettere il riso (meglio se non trattato, quale Gazzani vialone nano) e mescolarlo spesso fino a fine cottura

  6. Aggiungere bicchiere di prosecco

  7. Di tanto in tanto aggiungere brodo (vegetale: con porro, carote, cipolla, 2-3 chiodi di garofano). Aggiustare di pepe e sale

  8. Quando manca poco alla cottura, spegnere fuoco, aggiungere burro, formaggio grattugiato e mescolare il tutto bene per mantecare

7.3 Supremes di faraona in agrodolce con zucchine marinate

Ingredienti:
(per 4 persone) 2 petti di faraona senza pelle, senza ossicini e tagliati a metà, 2 zucchine grosse freschissime, mezzo bicchiere di Porto o Marsala secco, mezzo bicchiere di Cabernet, 3 spicchi d'aglio, 1 ciuffetto di rosmarino, 1 dl di brodo, olio extravergine (Giachi), 1 noce di burro, farina 00, sale e pepe.

METODO DI PREPARAZIONE

  1. Rosola in pochissimo olio d'oliva, molto caldo, i petti di faraona (o pollo) leggermente infarinati

  2. Insaporisci con sale, pepe, unisci il rosmarino, l'aglio e il burro

  3. Fiammeggia con i due vini

  4. Bagna con brodo, gira la carne a metà cottura e far asciugare un pò

  5. Completa la cottura al forno

  6. Taglia le zucchine a sottili fettine longitudinali

  7. Passale al forno caldo per non più di due minuti

  8. Insaporiscile di sale pepe o marinale in poco olio

  9. Disponi le fettine a ventaglio sui piatti, ponendo alla base i petti di faraona tagliati quasi a rondelle, insaporiti col sugo di cottura

Completata la dimostrazione ai fornelli, Orlando invita tutti a prendere posto nel salone addobbato a festa e propone la degustazione dei piatti che ha preparato. Di tanti in tanto passa tra i tavoli per raccogliere opinioni e fornire chiarimenti sui piatti preparati. Tutto di ottimo gusto!

8 Pomeriggio del 30 Novembre - Cantina Loredan Gasparin di Venegazzù

Pomeriggio diverso dal solito: insieme alle corsiste sono presenti anche i signori mariti, che non potevano mancare perché l'argomento dell'incontro è il vino. Ad accogliere gli ospiti presso la Cantina Loredan Gasparin sono Riccardo Isetti, responsabile della Cantina per le vendite in Italia, e De Vecchi Rino, responsabile per le vendite a Treviso. A parlare è Riccardo il quale accompagna i convenuti in un piazzale vicino alla vigna e incomincia a fare la storia dell'azienda a partire dal 1950, quando Piero Loredan fondò la cantina e si recò in Francia ad imparare l'arte. Altri tempi, ora sono gli italiani ad insegnare come si fa il vino! Egli spiega che la priorità della Cantina è di badare alla qualità, ottenuta sia grazie alla posizione riparata dei vigneti, sia dal terreno ricco, argilloso e insieme permeabile. Sottolinea il beneficio apportato alla salute dal vino, specie quello rosso, assunto in dosi moderate. Il vino viene lavorato e invecchiato in botti di legno, grandi (da 25 hl) fatte con rovere di Slavonia) e meno grandi come le barriques (da 225 litri,costruite con rovere francese).

Conclusa la presentazione Riccardo anticipa il programma dell'incontro: visita alla cantina di cinque minuti cui segue la degustazione di prodotti della Casa, accompagnati da qualche stuzzichino preparato da Gastronomia Brombal Orlando.

Il gruppo si reca all'interno della cantina, dove sono alloggiate circa 500 barriques e diverse grandi botti. Secondo l'accompagnatore, il legno delle botti conferisce morbidezza, rotondità al vino e anche qualche profumo. Per ottenere un invecchiamento più lungo si usano le botti grandi, perché i processi cui è sottoposto il vino avvengono più lentamente.

Il clou del pomeriggio arriva ora: in una sala ci attende Brombal Orlando che ha preparato prosciutto crudo, crostini con lardo, cinghiale.., casata invecchiata del Montello, pezzetti di formaggio Asiago, pasticcini di pasta frolla, tutto accompagnato dalla sua amabilità. Il sommelier Riccardo dà inizio allo stura delle bottiglie. Ed ecco cosa è stato presentato.

Durante le prove di assaggio Riccardo illustra anche la maniera più corretta per aprire la bottiglia di spumante: bisogna tenere la bottiglia con l'etichetta rivolta verso il cliente o l'ospite, togliere la gabbietta metallica tenendo un dito sopra il tappo; poi, tenendo il palmo della mano sotto il fondo della bottiglia, afferrare strettamente il tappo e sfilarlo piano piano senza botto (salvo l'ultimo giorno dell'anno). Per servire lo spumante tenere la mano sotto la bottiglia, l'etichetta verso l'ospite e versare nel flute.

Riccardo accompagnava i momenti della spiegazione stappando bottiglie e servendo, coadiuvato dal collega, spumante, vino e grappa a tutti; invitava ad annusare il vino e a gustarlo lentamente, accompagnandolo con qualche crostino o pezzetto di formaggio o prosciutto adatto. Un bel battimano finale a lui e a Brombal Orlando ha chiuso degnamente il pomeriggio.

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Corso di Cucina e Bon Ton 2002

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